Ho dedicato gran parte della mia vita alla scrittura filantropica. Più di ogni altra cosa mi piace impugnare la penna e parlare degli altri. La mia maniera di sentirmi utile e soddisfatto è quella di donare me stesso mediante la poesia.

La prima volta che mi fermai in una piazza, con una risma di fogli e la profonda attenzione ai passanti, la scrittura fluì fino a formare un capannello con centinaia di adulti e bambini, ai quali dedicavo versi veloci e ispirati, senza mai ripetermi o stancarmi, sempre meravigliato per la mia innata capacità di cogliere talvolta l’essenza degli altri. Dopo quella performance, non mi sarei mai aspettato che la mia vita potesse cambiare rapidamente da un giorno all’altro con una tale intensità. L’utopia era diventata realtà. Ritornai in strada. La gente mi accoglieva dandomi forza ed entusiasmo per continuare a scrivere ore e ore per loro.

Poco tempo dopo i giornalisti non resistettero alla curiosità di avvicinarmi. Le loro recensioni, lunghe e articolate, incuriosirono i redattori televisivi che cominciarono a tempestarmi di telefonate, così mi capitò di partecipare a più trasmissioni per raccontare e mostrare la mia esperienza in diretta. Sebbene il mio personaggio fosse piaciuto a prescindere dalla poesia, ebbi il coraggio di smettere e non mi lasciai sedurre dalla facile pubblicità televisiva.

Adesso sono ancora il poeta performer che voi tutti conoscete. Nel frattempo ho vinto dei premi, ho scritto e pubblicato libri, sono stato attore di cinema e di teatro, per poi ritornare al mio vero unico amore: la poesia performativa. I versi che dono alla gente mi rendono felice. Vicino alla gente mi sento in contatto con le parti migliori di me stesso: umiltà e fantasia.

Silvestro


E' appena uscito l'ultimo libro di Silvestro Sentiero: "Sulle orme del tonno"

 

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